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sabato 9 giugno 2012

Game of Thrones

Giunta ormai alla conclusione della seconda stagione, la serie TV della HBO (tradotta in Italia ne “Il Trono di Spade”, anche se il nome originale è molto più popolare), direi che è il momento di tirare le prime somme.
Per coloro che non lo sapessero, Game of Thrones è la trasposizione della ormai celebre saga letteraria fantasy Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco (A Song of Ice and Fire il titolo originale) dell’autore George R.R. Martin. Ogni stagione consiste in 10 episodi e copre gli avvenimenti di un libro (due dell’edizione italiana Mondadori che ha spezzato ogni romanzo in due).
È un’epoca di relativa pace e tranquillità nel continente di Westeros. Robert Baratheon, re dei Sette Regni, si reca a Grande Inverno con la sua corte in seguito alla morte di Jon Arryn, il suo Primo Cavaliere (una sorta di primo ministro del regno), per nominare come sostituto il fedele amico ed ex compagno d’armi Eddard Stark, lord di Grande Inverno e protettore del Nord. Agli Stark però giunge segretamente un’informazione inquietante: la morte del Primo Cavaliere non sarebbe stata naturale, ma provocata da qualcuno della potente famiglia Lannister, legata alla casata reale tramite la regina e sempre più ingerente a corte grazie anche alla loro proverbiale ricchezza. Cosa si nasconde dietro alla morte di Jon Arryn? Quali sono le mire dei Lannister?
Nel frattempo nell’estremo nord, al di là della Barriera (una colossale parete di ghiaccio eretta a protezione delle misteriose creature confinate a nord del mondo conosciuto), qualcosa è in movimento. Eventi inquietanti cominciano a manifestarsi e i Guardiani della Notte protettori della Barriera cominciano a sparire.
A est di Westeros, lontano da tutto ciò, la giovane Daenerys Targaryen e suo fratello maggiore, esiliati eredi del precedente re, cercheranno di ottenere l'appoggio necessario per tornare alla ribalta e reclamare i Sette Regni con la forza.

Il mondo di Westeros e dintorni ha ben poco in comune con le atmosfere tolkeniane o fantasy classiche in generale. Non vi troviamo stregoni, elfi e goblin; la magia è un'arte perduta nel tempo e molti dubitano persino della sua esistenza; creature come draghi e giganti sono figure mitiche di un passato remoto.
A farla da padrone sono uomini ordinari: cavalieri, mercenari, lord, principi e re. A prima vista appare più come un racconto più medievaleggiante, se vogliamo. Man mano che gli eventi si dispiegano però, sempre più saranno gli elementi sovrannaturali più o meno prettamente fantasy.
Se da un punto di vista meramente convenzionale sembrerebbero gli Stark i protagonisti principali, è un ruolo che gli va molto largo. Questo perché le varie vicende non ruotano esclusivamente attorno a loro, ma seguono un intreccio ben più grande. Non si tratta di una storia principale, ma di varie storie che proseguono contemporaneamente in diversi luoghi, e non necessariamente si intrecciano l’una con l’altra in modo diretto (non ancora almeno). Non esiste quindi un protagonista o un gruppo di protagonisti amici o compagni di viaggio, ma piuttosto tanti personaggi e tante storie che seguono e reagiscono all’evolversi degli eventi nello stesso mondo.
Persino le singole casate sono difficili da inquadrare in limitanti ruoli, e i confini tra “buoni” e “cattivi” sarà sempre meno chiaro e definito. In un’atmosfera di giochi di potere, tradimenti e voltafaccia, sarà bene non dare niente per scontato: un personaggio apparentemente “a posto” potrebbe prendere decisioni per voi molto discutibili o rivelarsi diverso da come pensavate; o un personaggio che inizialmente odierete potrebbe gradualmente diventare uno dei vostri preferiti.
Senza dubbio le problematiche della trasposizione dai libri allo schermo ci sono e si fanno sentire. I primi episodi ad esempio risultano abbastanza lenti e poco avvincenti, principalmente perché vengono presentati una grande quantità di personaggi, come se si poggiassero i pedoni su una scacchiera senza che niente di realmente importante accada. C'è da tenere a mente però che nei libri i personaggi sono persino più numerosi e dettagliati, quindi direi che un piccolo sforzo di pazienza iniziale non sia la fine del mondo.
Quello che maggiormente mi lascia perplesso sono le differenze narrative. In varie occasioni infatti, soprattutto nella seconda stagione, alcuni avvenimenti collaterali non solo vengono tagliati, ma prendono delle pieghe abbastanza diverse rispetto ai libri, mantenendo comunque il “risultato finale” degli eventi principali pressoché uguale. Capisco che certe scelte saranno sicuramente state fatte per riassumere il più possibile una quantità di eventi e personaggi senza dubbio enorme, ma a volte il risultato è un 'feedback' di sensazioni molto diverso rispetto a quello dei libri.

Una cosa che mi ha sorpreso invece (e devo ancora capire se piacevolmente o no) è come la diversità di “format” della serie TV riesca ad arricchire l'esperienza dei libri. Mi spiego. Nella versione cartacea gli eventi vengono narrati di volta in volta dal punto di vista di un personaggio, che solitamente è un protagonista tra i “buoni” (diciamo così); questo permette un'introspezione che difficilmente riesce a varcare i limiti del personaggio stesso. È difficile ad esempio capire cosa pensano e provano personaggi come Cersei, Renly o Stannis, perché di loro vengono descritte le azioni o al massimo dei retroscena...ma sempre da un punto di vista esterno. Nel telefilm invece questo limite è più sottile e di tali personaggi abbiamo un finestra interiore più ampia, e il risultato è che riusciamo a capirli e e inquadrarli meglio. Un esempio per tutti: leggendo il libro è molto difficile non provare astio per la regina Cersei, nella serie TV invece, malgrado rimanga nel suo ruolo, viene chiarito meglio il suo punto di vista e diventa più difficile semplicemente odiarla senza riserve.
Una delle differenze con i libri che meno ho apprezzato è l’impressionante percentuale di nudi e scene di sesso presenti. Chiariamo una cosa: so benissimo che il sesso vende, e personalmente di certo non mi disturba vedere delle belle figliole senza veli. È altresì vero che anche nei libri il sesso è presente in grandi quantità con tanto di dettagli. Ma considerando il lavoro di compressione di contenuti che si è dovuto fare dalle pagine alle scene televisive per riuscire a trasporre le cose più importanti, spesso dovendo sforbiciare dettagli e personaggi secondari, è automatico chiedersi se non fosse stato meglio limitare il sesso e dare priorità al resto. Anche perché mentre alcune scene ci stanno, altre sono davvero gratuite e palesemente messe là per alzare la pressione sanguigna nei genitali degli spettatori (sia maschi che femmine).

Malgrado gli svariati limiti dovuti alla sua trasposizione televisiva, Game of Thrones è senza dubbio una serie di qualità. Questo anche grazie al più che discreto budget della HBO e alla presenza di attori capaci. Direi che la maggior parte degli interpreti fa un buon lavoro nel calarsi nel proprio personaggio, anche se non tutti sono allo stesso livello (personalmente devo ancora abituarmi ad un Jon Snow così inespressivo).
In sostanza vi consiglio di vederlo, specialmente ora che la seconda stagione è arrivata al termine e passerà un bel po’ prima che arrivi la terza (si parla di aprile 2013).
Ma mi sento di porre un’eccezione importante: se siete intenzionati a leggere i libri (sui quali farò un post una volta che li avrò letti tutti) probabilmente la cosa migliore è leggerli prima di vedere la serie. Questo perché, a mio parere, c’è un vero abisso tra l’esperienza dei libri e quella della serie TV. I libri offrono una quantità enormemente superiore di dettagli, storie e personaggi secondari, descrizioni, suggestioni… Oltre al fatto che (come ho già detto) diversi eventi sono stati accorciati o cambiati rispetto all’originale.

Vi lascio con la opening e il tema principale:

domenica 3 giugno 2012

Doctor Who


Dopo consigli da varie persone, rinvii per gli esami e peripezie varie per reperire tutti gli episodi, finalmente ho avuto modo di vedere questa serie TV. Ma ne è valsa la pena. E visto che ho l’abitudine di condividere le cose belle che mi capitano, eccomi qui a spendere due parole per raccomandarvela.
Innanzitutto una precisazione: Doctor Who è una serie molto vecchia, la primissima stagione risale niente meno che al 1963, poi interrotta nel 1989 e riportata in auge nel 2005 con una formula rinnovata e al passo con i tempi. E’ di questa nuova serie che parlo.
"Lui è come fuoco e acqua e rabbia.
Lui è come una tempesta nel cuore del sole.
Lui è antico, ed è per sempre.
Lui brucia al centro del tempo e può vedere la direzione dell'universo.
Ed è meraviglioso."

Protagonista è il Dottore, un essere che malgrado la forma umana è in realtà un Signore del Tempo, una specie aliena straordinariamente avanzata, evolutasi con le conoscenze adatte a viaggiare nel tempo e nello spazio. Per fare ciò il Dottore usa una nave chiamata TARDIS (Time And Relative Dimension In Space) dalle innocue sembianze di una cabina d’emergenza della polizia britannica degli anni 50, in realtà molto più grande all’interno, capace di portarlo dove e quando lui desideri. Egli è l’ultimo della sua specie, e la sua vita consiste nel viaggiare avanti e indietro nel tempo, tra una galassia e l‘altra, visitando luoghi di ogni tipo e spesso e volentieri capitando in situazioni critiche da risolvere, aiutando persone, popoli o intere galassie.
Non tutto però rientra nelle possibilità del Signore del Tempo. Avvenimenti storici chiave ad esempio non possono essere alterati senza infrangere pericolosamente le leggi spazio-temporali dell’universo stesso, ed è per questo che, ad esempio, non può rimediare alla fine del suo pianeta e l’estinzione della sua specie.
Essendo solo, il Dottore è spesso alla ricerca di qualcuno che lo accompagni, una compagna che condivida con lui le sue avventure. Avventure nelle quali riesce sempre  districarsi grazie alla sua brillante intelligenza e conoscenze scientifiche fuori dalla norma. Un eroe fuori dal comune dunque, che non usa alcuna arma se non quella dell’intelletto e del dialogo. Sembra noioso? Vi assicuro che non lo è.
Impossibile riassumere gli eventi delle varie serie. In generale i vari protagonisti si troveranno spesso di fronte alieni di ogni sorta, ad aiutare la gente sulla Terra (pianeta che il Dottore ha particolarmente caro), risolvere misteri attorno ad eventi o personaggi storici (Shakespeare, Charles Dickens, Agatha Christie…), o a circoli temporali che stimoleranno la vostra immaginazione ai limiti della comprensione. Ed è attraverso tutto questo che si farà strada la storia portante del Dottore, intrecciata a doppio filo con quella delle persone coinvolte nelle sue avventure, chi più chi meno.
Personalmente ho trovato questa serie TV davvero spettacolare e avvincente. Ci sono alcune puntate sicuramente più sottotono di altre, e ogni tanto si sfocia in qualche situazione un tantino “buonista”, ma la qualità generale è senza dubbio alta e gli spunti da cui vengono tratte le storie originali e difficilmente scontatati.
Per qualcuno certi concetti o avvenimenti potrebbero risultare difficili da comprendere, ma francamente in un panorama televisivo sempre più trito, auto-celebrativo e tendente al bimbominkismo alla Twilight, per una volta che c’è una serie che non si auto-abbassa a certi standard e stimola la nostra intelligenza e soprattutto immaginazione, direi che non è proprio il caso di lamentarsi, anzi dovremmo esserne contenti.
E’ chiaro che Doctor Who è consigliato (se non d’obbligo) in particolare agli appassionati di fantascienza, ma non fate l'errore di pensare che sia un prodotto destinato unicamente a dei “nerd”, perché è qualcosa capace di appassionare anche i più neofiti e scettici. Non per niente l’utenza della serie è in continua ascesa sin dal suo ritorno sugli schermi nel 2005 e attualmente è tra le serie più seguite e popolari al mondo.

Gli attori fanno un ottimo lavoro, e persino i doppiaggio italiano non è male.
La qualità degli effetti speciali è molto “in salita”, nel senso che se nelle prime serie troviamo costumi alieni non molto convincenti, man mano che si va avanti i miglioramenti si notano visibilmente.
La colonna sonora è solida, coinvolgente e a tratti davvero epica. E a proposito di musica, vi lascio in compagnia con il tema principale del Dottore, e con la calda raccomandazione a "reperire" (ci siamo capiti) gli episodi delle sei serie; so che sono tante, ma vi assicuro che ne vale la pena e non riuscirete più a staccarvici.